Cambiare se stessi per cambiare il mondo

Tutte le grandi rivoluzioni della vita umana avvengono nel pensiero. Purché si produca un cambiamento nel modo di pensare e l’azione seguirà così immancabilmente la direzione del pensiero, come una barca segue la direzione impressagli dal timoniere.
(Lev Tolstoj – Il non agire)

Quando agiamo di solito, le nostre tendenze mentali, ci fanno prefigurare già ciò che si dovrà vivere e ciò che le circostanze in cui ci andremo a imbattere ci porterà. Crediamo di conoscerci e pensiamo: «chi meglio di me può sapere chi sono!»

In realtà ciò che conosciamo è la nostra maschera, la facciata che ci sforziamo di presentare agli altri e a noi stessi.
Ci adeguiamo per paura di essere giudicati o non accettati o addirittura esclusi arrestati malmenati annientati.
In fondo ciascuno di noi ha una posizione sociale faticosamente conquistata da dover mantenere a pugni stretti, ci adeguiamo di conseguenza, e intanto i diritti umani sono calpestati ripetutamente e quotidianamente.

Siamo convinti che per rafforzare la pace e la sicurezza sia necessario mobilitarsi firmare petizioni e quant’altro.

Ci siamo abituati a queste forme di lotta, in passato sono state utili, ma non oggi!
Tutto ci riesce facile quando agiamo per abitudine, ma per acquisire una nuova abitudine ci dobbiamo impegnare e sforzare parecchio specialmente all’inizio!

Tolstoj sosteneva che la vera lotta da compiere è la lotta contro il male, che è in noi; è la nostra stessa conversione che dobbiamo cercare per prima, essa è già, per se stessa, un mezzo per sconfiggere il male esterno.

In Tolstoj prevale l’idea che per cambiare il mondo occorra in primo luogo cambiare se stessi: un impegno spirituale, una conversione interiore, una sorta di vocazione meta-politica.
Grande Tolstoj, molte posizioni di Gandhi, addirittura sue frasi e formule derivano direttamente da Tolstoj.
È un fatto spesso trascurato dai commentatori di Gandhi, che evidentemente non hanno letto Tolstoj.

Per cambiare e migliorare occorre abbandonare le vecchie strade, modificare le vecchie abitudini e acquisire nuove abilità e nuove competenze più vicine ai nostri bisogni essenziali ai nostri sentimenti migliori e ai nostri talenti, che diventeranno a loro volta le nostre nuove abitudini.

Tutto questo è l’ignoto, quello che ci è sempre appartenuto ed è proprio in questo ignoto che risiedono i sentimenti di pace e di amore.

Teresa Barbagli è la portavoce della FUCINA per la NONVIOLENZA, sezione fiorentina del Movimento Nonviolento Italiano.

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