Venerdì 2 ottobre 2026, 19:00-21:00
Oltre l’emergenza: Governare le migrazioni, liberare il linguaggio.

In questo inizio 2026 oltre 132 milioni di persone sono scappate dalla propria casa verso altri paesi, a causa di un conflitto: un massimo storico.
Tuttavia, in molti paesi, gli effetti del protezionismo economico e le nuove dinamiche del mercato del lavoro potrebbero tradursi in maggiori barriere all’ingresso per i migranti in cerca di opportunità per un’esistenza migliore, o di rifugio. Le crisi umanitarie si aggraveranno, perché i più vulnerabili non avranno altra scelta che intraprendere viaggi più pericolosi: già oggi è così.
Le pressioni migratorie aumenteranno le tensioni internazionali, sempre più utilizzate come strumento geopolitico. Infine, i governi dei Paesi di destinazione dovranno gestire le relazioni diplomatiche e lo scetticismo dei propri cittadini verso i nuovi arrivati.
Una situazione via via più complessa, decisamente politica e umana, con il rischio di incrementare gli esiti crudeli a cui stiamo già assistendo. Il mediterraneo non è solo una rotta migratoria ma il laboratorio politico dove si sperimenta un modello politico basato sulla paura, sull’esclusione del carico residuale e dei porti chiusi. Il linguaggio stesso usato per narrare il fenomeno migratorio è ostaggio di un lessico bellico che trasforma le persone in invasori minacciosi.
Questo incontro si interroga sull’intreccio tra la repressione della mobilità e l’erosione dello spazio civico. Vogliamo interrogarci su come generare una visione di governo basata su programmazione, solidarietà, legalità e dignità.
Intervengono
Moderatrice: Francesca Caprioli (Diritti al Cuore ODV)
Partecipanti al panel confermati: Diego Leo (associazione ResQ), Alessandra Morelli (scrittrice ed ex funzionaria UNHCR), Marco Palombi (fotoreporter).
In attesa di conferma: Marco Omizzolo e Cecilia Strada.